Saepinum, Altilia

Saepinum è un’area archeologica che si trova a Sepino, precisamente in provincia di Campobasso. Il nome deriva dal termine osco Saepo, recinto, perché si presume che il sito era dedito alla vendita di animali e altra mercanzia. Non ci troviamo di fronte a un unico sito archeologico, bensì a due, in quanto l’area archeologica si divide in Terravecchia o Saipins, un villaggio sannita, e Saepinum-Altilia, la città romana. Sono proprio i resti della città romana di Saepinum quelli più abbondanti e visibili ai visitatori.

Reperti recuperati a partire dagli Anni 50, oltre alle rovine romane si sono riscontrati anche edifici quali case coloniche del XVIII secolo, oggi sede di un lapidario e di uffici del personale che lavora nell’area.  La pianta di Saepinum è tipica della classica città romana, ma c’è da chiarire che gli scavi sono stati più intensi sul decumano maggiore e sul cardo massimo. Di conseguenza, si sono scoperte quattro porte, tre delle quali con l’arco conservato. Esse sono Porta Benevento, Porta Terravecchia, Porta Bojano e Porta Tammaro, le quali sono perfettamente in asse con le principali arterie stradali (i nomi derivano proprio dal nome delle strade o delle città).

Saepinum aveva una cinta muraria reticolata e realizzata con calcare. È questa che formava i 12 ettari di pianta quadrangolare e si sviluppava per più di 1200 metri, interrotti solo dalle quattro porte sopra citate e da una postierla del teatro. Completavano la cinta muraria un’apertura a sud e delle torri a pianta circolare più due a pianta ottagonale, piazzate nei punti più strategici e in modo speculare, allo scopo di difendere e attaccare con facilità. Proseguendo questa sorta di visita virtuale di Saepinum – Altilia, si può ammirare il teatro, dove si possono ammirare alcune gradinate della ima e media cavea e l’orchestra. Sulla sommità di esse, probabilmente, era collocato una sorta di tempietto a pianta circolare, ma purtroppo ne restano poche tracce e non esemplificative.

Molto interessante il complesso campus-piscina-porticus, progettato in contemporanea al teatro. Si può vedere lo spazio per le esercitazioni e i giochi dei gladiatori, un portico a forma di U per ospitare gli spettatori nelle pause e in caso di maltempo e un giardino con una fontana. Proseguendo, si arriva alla basilica a pianta rettangolare con peristilio interno a venti colonne a fusto liscio e decorate con capitelli in stile ionico. Sono presenti tre accessi connessi alle strade. La basilica è collegata a una stanza absidata preceduta dalla tribuna usata dai magistrati. La basilica risale al I secolo a.C. ma è stata restaurata fino al V secolo, data in cui diviene ufficialmente luogo di culto cristiano e quando si aggiunge l’abside e i due ambienti dell’aula laterale.

Altri ambienti degni di nota sono il macellum, ovvero l’area dedicata al mercato con le botteghe trapezoidali e un luogo di culto del I secolo d.C. Segue, nelle vicinanze, un quartiere dove sono presenti i resti di abitazioni private che si affacciano al decumano nel tratto di Porta Bojano, con le terme del II sec. D.C. e le varie necropoli con due monumenti funerari molto importanti, per arrivare al foro, con un importante edificio.

[junkie-alert style=”green”] Informazioni: Soprintendenza Archelogia del Molise – Telefono 0874427313[/junkie-alert]

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