Quali sono le denominazioni vinicole del Molise?

Quando si parla di certificazione bisogna saper distinguere tra diverse etichette, DOC, DOCG, IGT, IGP e DOP, con le quali generalmente vengono denominate alcune tipologie di vino e di olio allevate in determinate regioni d’Italia. In Molise troviamo quattro denominazioni per la certificazione DOC e due per la certificazione IGT.

La prima certificazione è quella del DOC Biferno, entrata in catalogo nel 2006 la quale prende il nome dal principale fiume della regione Molise che nasce dai monti del Matese nel territorio di Bojano ed attraversa tutta le regione fino a sfociare nel mare Adriatico. Il DOC Biferno è classificato in tre tipologie, Rosso, Bianco e Rosato. Il Rosso e Rosato vengono prodotti con uve prevalentemente di Montepulciano e in piccola percentuale con Aglianico, coltivate nel basso Molise ad altezze non superiori ai 500 metri, mentre il Bianco è caratterizzato da uve Trebbiano di Toscana allevato ad altezze non superiori a 600 metri sul livello del mare.

Troviamo poi la denominazione DOC Molise, inserita in catalogo nel ’98 poi modificata nel 2000, fanno parte di questa denominazione diverse tipologie di uve da pasto: Chardonnay, Falanghina, Greco bianco, Moscato, Moscato passito, Moscato spumante, Pinot bianco, Sauvignon, Trebbiano, Aglianico, Cabernet Sauvignon, Rosso, Sangiovese, Tintilia. L’allevamento di tutte queste tipologie di uve è largamente diffuso in tutta la regione Molise.

Il DOC Pentro, inserito nel catalogo delle denominazioni vinicole nel ’93, fa riferimento alle antiche popolazioni vissute nell’attuale territorio di Isernia, infatti la denominazione è anche detta “Pentro di Isernia“, dove viene prodotto vino nelle tre tipologie, Rosso, Rosato e Bianco secondo le specifiche della disciplinare le quali indicano l’allevamento delle viti nelle zone dei comuni di Agnone, Belmonte del Sannio, Castelverrino, Colli a Volturno, Fornelli, Isernia, Longano, Macchia di Isernia, Montaquila, Monteroduni, Pesche, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Pozzilli, Sant’Agapito, Venafro, tutti in provincia di Isernia. Il DOC Pentro Rosso e Rosato viene prodotto con uve di Montepulciano e Sangiovese allevati ad altezze non superiori ai 500 metri sul livello del mare. Mentre il DOC Pentro Bianco viene prodotto con uve di Trebbiano e Bombino allevate ad un altezza non superiori ai 600 metri sul livello del mare.

La denominazione DOC Molise Tintilia è una delle ultime inserite nel catalogo nazionale, esattamente nel 2011. Il vitigno Tintilia è stato riconosciuto come autoctono della regione Molise e ha origini antiche e culturalmente legate alla regione. Ci sono tre tipologie per la DOC Molise Tintilia: Rosso, Riserva e Rosato le quali devono essere costituite da uve Tintilia per minimo il 95% dell’uvaggio totale. Le zone di allevamento delle viti per la provincia di Campobasso sono: Acquaviva Collecroce, Baranello, Boiano, Bonefro, Busso, Campobasso, Campodipietra, Campolieto, Casacalenda, Casalciprano, Castelmauro, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Castropignano, Colletorto, Colle d’Anchise, Ferrazzano, Fossalto, Gambatesa, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Limosano, Lucito, Lupara, Macchia Valfortore, Mafalda, Mirabello Sannitico, Montagano, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montelongo, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Oratino, Palata, Petacciato, Petrella Tifernina, Pietracatella, Portocannone, Rotello, Salcito, Sant’Angelo Limosano, San Biase, Santa Croce di Magliano, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giovanni in Galdo, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Tavenna, Toro, Tufara, Trivento, Ururi e Vinchiaturo. Provincia di Isernia: Agnone, Belmonte del Sannio, Castelverrino, Colli al Volturno, Forli’ del Sannio, Fornelli, Isernia, Longano, Macchia d’Isernia, Miranda, Montaquila, Monteroduni, Pesche, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Pozzilli e Venafro. Particolarità della certificazione è la gradazione minima richiesta per il vino Tintilia: Rosso 11.50%, Rosso riserva 12.50%, Rosato 11.50%.

In ultimo abbiamo le denominazioni Osco o Terra degli Osci IGT e Rotae IGT entrambe inserite nel catalogo nel ’95.

In parte tratto da: aismolise.it

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