Il Castello di Civitacampomarano

Il Castello di Civitacampomarano è situato su un grande banco di arenaria che si trova nell’entroterra del Molise, nella Valle del Biferno. Da qualche anno esso appartiene al Demanio statale, il quale ha promosso il suo restauro grazie anche alla collaborazione col Ministero per i Beni Culturali.

Civitacampomarano è un comune della provincia di Campobasso e il Castello è il monumento più importante. L’origine del nome sia del centro che del Castello è incerta: alcuni storici identificano la Maronea sannita, ossia un insediamento dei Sanniti, altri credono che sia per definire che il borgo fosse poco illuminato dal sole a causa della sua collocazione. Civitas, di sicuro, è stato aggiunto dopo per il forte incremento demografico dovuto all’afflusso di popolazioni che lasciavano i casali circostanti e si trasferivano nel borgo.

Di sicuro, il Castello di Civitacampomarano è stato costruito durante il Trecento. Presentava una pianta quadrangolare con quattro torri cilindriche ancora ottimamente conservate, ma dopo essere passato sotto influenza aragonese, subì ampliamenti e ristrutturazioni che ne deformarono la struttura originale. Ad oggi, comunque, si intuisce la pianta originale. Come era tipico dei castelli, intorno alla fortezza è presente un fossato che si affaccia direttamente alla Piazza del Municipio, ma oggi funge solo da decorazione verdeggiante. Questo perché gli abitanti pretesero dal signore, agli inizi del 1800, di riempire il fossato e la costruzione di una strada per collegare le due zone del paese, ovvero Civita di Sopra e Civita di Sotto, divise proprio dal castello. Nello stesso periodo, uno dei torrioni crollò e non fu più ricostruito.

Particolare molto interessante è la sua facciata in quanto è presente un blasone di ferro con la riproduzione di un grifone con dei gigli capovolti. Questo simbolo sta a indicare il tradimento e infatti indica il tradimento di Paolo di Sangro, fatto apporre da lui stesso, in quanto passò nel 1442 al servizio di Alfonso I di Aragona durante la battaglia di Sessano. In pratica, Paolo di Sangro tradì gli Sforza per passare con gli Aragonesi.

Nel 1400 il castello fu ampliato, aggiungendo due diversi piani sotto forma di gallerie che funsero da depositi di armi da fuoco. Ance le torri furono ampliate per questa ragione: si nota la volta a cupola e una botola che serviva per comunicare con i sotterranei per mezzo di scale allungabili. Imperdibili per i visitatori: il sistema di raccolta dell’acqua piovana, la cisterna, gli spazi riservati al corpo di guardia e per la servitù, le scuderie, il magazzino e il granaio.

Il portico interno presenta una piccola piazza decorata con una fontana medievale. Quest’area fungeva da accesso alle prigioni e alle camere dei signori. Dopo il periodo rinascimentale, fu costruita la loggia con sei arcate.

Immagine di copertina tratta da: quotidianomolise.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *